Assemblea annuale di Transitum Padi: un bilancio del 2017 e i progetti per il 2018

Venerdi 17 novembre, presso il salone della Parrocchia di San Lazzaro, si è svolta l’Assemblea annuale dell’associazione Transitum Padi alla presenza di una trentina di soci.
Nell’introdurre l’incontro a nome del Consiglio Direttivo il presidente ha sollecitato il coinvolgimento di un maggior numero di soci nella gestione dell’associazione, mettendo a questo scopo a disposizione il mandato del consiglio prima della scadenza statutaria. I diversi interventi, pur rilevando la necessità di migliorare incisivamente la comunicazione verso i soci, hanno proposto la conferma del Consiglio uscente,
integrato con quei soci che hanno già collaborato nella conduzione dell’associazione.

Nel corso dell’incontro il Consiglio ha fornito un resoconto dell’attività svolta nel corso del 2017 e formulato alcune proposte per il 2018.
L’attività dell’Associazione nel 2017 si è sviluppata lungo tre linee direttrici

Promozione della Via Francigena e delle Vie storiche
L’attività di promozione delle Vie storica perseguita attraverso :
– Il consolidamento dei rapporti con i soggetti che operano su queste tematiche: Associazione Europea Vie Francigene, Rete dei Cammini, Sentiero del Tidone, Circolo Biffulus
– L’attuazione di iniziative comuni : la giornata dei Cammini (7 maggio), Colombans Day (2 luglio), Convergenze Rete Cammini (16-17 settembre), Escursione Rocca d’Olgisio;
– La condivisione di momenti conviviali con gli amici di tali associazioni: Corona a Corte Sant’Andrea, Biffulus a Soprarivo, Rocca d’Olgisio.

Presidio del tratto piacentino della Via Francigena
Il presidio del tratto provinciale della Via Francigena è stato attuato attraverso:
– La valutazione delle criticità presenti nel percorso ( guado Trebbia per interruzione ponte verso San Nicolò, uscita da Piacenza verso Fiorenzuola, tratto Montale-Fiorenzuola, guado Chiavenna) e definizione di soluzioni
– L’esame della segnaletica sia ufficiale che “privata” presente sul percorso e dei miglioramenti da apportare.

Accoglienza pellegrini all’Ostello del Montale
L’esperienza di accoglienza dei pellegrini all’Ostello del Montale è stata sviluppata da fine marzo a fine ottobre da un gruppo di circa 8 persone con la presenza all’ostello nei pomeriggi di martedì e venerdì.
Questa attività ha permesso di venire a contatto con i pellegrini di passaggio e con le loro problematiche, oltre che con cultura diverse.
Sotto il profilo organizzativo questo intervento non ha modificato le modalità di accesso e fruizione dell’ostello (recupero delle chiavi, pulizia e manutenzione dell’ostello) che sono rimaste inalterate rispetto agli anni precedenti.

Linee di sviluppo per il 2018
L’attuazione degli impegni statutari dell’associazione richiede di formulare programmi di più ampio respiro lungo le tre direttrici sopra indicate intorno a cui chiamare ad operare nuovi soci.

Per il 2018 questo si può sintetizzare con tre obiettivi:

– Creazione di un forum di tutte gli enti e associazioni dei cammini storici operanti sul territorio (Via Abati, Via Monasteri Regi, Transitum Padi, Associazione Amici San Rocco, Bifolus, Ostello Fiorenzuola,..) che si ponga come obiettivo di migliorare la Via sul nostro territorio in termini di percorsi, segnaletica , ospitalità,…
– Proporre, come associazione, una revisione dei percorsi e dei siti di ospitalità segnalati dalle guide utilizzate dai pellegrini e studiare una piano d miglioramento della segnaletica da sottoporre agli enti locali (in primis Comune Piacenza)
– Studiare ed attuare una gestione del’accoglienza al’ostello del Montale che crei un effettivo valore aggiunto rispetto alla positiva gestione attuata in questi anni dalla Parrocchia.

L’assemblea si è conclusa con una cena a base di piatti poveri del pellegrino medioevale: zuppa di ceci, salame cotto con patate, biscotti, vino e……

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Nasce l’Atlante digitale dei Cammini d’Italia

Una rete di sentieri, percorsi, tratturi, strade asfaltate che attraversa l’Italia come fosse un sistema venoso. E’ l’Atlante dei Cammini che dal 4 novembre è online sul sito del ministero dei Beni culturali (www.camminiditalia.it). Un modo nuovo per incentivare il turismo lento e far conoscere una parte del Belpaese che sta ai margini dei classici itinerari di visita, ma è altrettanto bella. Nel portale ci sono le mappe con relative informazioni su distanza, segnaletica, snodi relative a 41 Cammini. È, però, soltanto l’inizio: la geografia dell’andare senza fretta e in modo sostenibile è ben più vasta e quelli inseriti per il momento nell’Atlante sono i percorsi che avevano le carte in regola secondo gli standard internazionali.

Undici requisiti di ammissione 
Il progetto nasce nel 2016, l’anno che il ministero dei Beni culturali ha dedicato ai Cammini. L’idea del portale per valorizzare 6.600 chilometri di itinerari naturalistici, culturali, religiosi, storici viene sviluppata da un comitato composto dal ministero, le regioni, le province autonome e l’Anci (l’associazione dei comuni). Vengono messi a punto 11 criteri che ogni Cammino deve soddisfare per essere inserito nell’Atlante digitale. Dagli enti locali sono arrivate 113 proposte, ma solo 41 hanno per ora superato il vaglio.

Dalla via Appia al sentiero dei briganti 
Nel portale ci cono i Cammini dedicati ai santi, come quello di San Francesco o di San Benedetto, il Cammino di Dante, che attraversa i luoghi dove il Sommo poeta visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, quello dei briganti, come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, quello della Pace, che ripercorre i luoghi della prima guerra mondiale. Eppoi ci sono i Cammini più conosciuti , come la via Appia o la via Francigena, per i quali i Beni culturali ha stanziato 60 milioni di euro per miglioramenti infrastrutturali (per esempio, la segnaletica) e l’adeguamento degli itinerari ai modelli internazionali.

Al bando la fretta 
La parola d’ordine è: turismo lento e sostenibile. I Cammini, infatti, si inseriscono nel più generale progetto, delineato dal Piano strategico 2017-2022, di un’Italia visitabile a piedi, a cavallo, in bicicletta, lungo le ferrovie storiche o su quelle dismesse (in treno o in ferrociclo). Una rete capillare e spesso interconnessa fatta non solo di itinerari, ma anche di punti di ristoro, pernottamento e assistenza per camminatori e ciclisti (da qui l’iniziativa di recupero delle case cantoniere e dei beni demaniali inutilizzati) e di spazi dedicati all’artigianato, all’enogastronomia e alla più generale conoscenza dei territori che si attraversano.

Non una vacanza ma un’esperienza
«È un progetto pensato – ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini – per quanti vogliono, e sono sempre di più, vivere il nostro Paese, andando al di là di una semplice vacanza. Per i visitatori che amano immergersi in quel patrimonio diffuso di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che rappresentano l’essenza dell’Italia. Dobbiamo programmare queste trasformazioni, pensarle con almeno due anni di anticipo per poterle realizzare per bene. Posso già dire che dopo il 2018 dedicato al cibo, il 2019 sarà l’anno del turismo sostenibile. Qualcuno dirà: “ma ci sono le elezioni”. È vero, ma chi verrà dovrà assumersi la responsabilità di continuare o lasciar perdere».

Al via il catasto dei sentieri
Franceschini ha anche annunciato il catasto dei sentieri, in via di realizzazione con il Cai (il Club alpino italiano) e ha ribadito che l’Atlante dei Cammini è solo agli inizi. Come ha, infatti, spiegato il responsabile della direzione turismo dei Beni culturali, Francesco Palumbo, le altre proposte dovranno mettersi al passo e adeguarsi agli 11 criteri , «tra i quali sono di particolare importanza la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i cinque chilometri dal percorso, la manutenzione del Cammino garantita dagli enti locali, la georeferenziazione e le informazioni per i viaggiatori».

da ilsole24ore.com

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-11-04/nasce-l-atlante-digitale-cammini-visitare-l-italia-senza-fretta-121906.shtml?uuid=AEBgXa3C&refresh_ce=1

Un libro sulla Via Romea a Palazzo Galli

Per lunedì 6 novembre prossimo, alla Sala Panini di Palazzo Galli, alle ore 18, la Banca di Piacenza ha organizzato la presentazione del volume ‘Pellegrinaggi e giubilei sulla via Romea’ edizioni MAC di Ettore Cantù. L’eccezionale pubblicazione a proposito della via Romea (la via, in sostanza dei pellegrini che – a differenza di quelli della Francigena – attraversavano il Po a Torino per giungere a Piacenza passando per Asti, Tortona e l’Oltrepò Pavese) verrà presentata dall’Autore in dialogo con il Presidente esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani. Nel prezioso studio sono contenuti ampi riferimenti a Piacenza, la cui posizione di centralità nei pellegrinaggi dell’epoca viene ulteriormente valorizzata. Ingresso libero con precedenza per i prenotati (email relaz.esterne@bancadipiacenza.it, tf 0523-542357).

La Francigena da Piacenza ad Aulla, diario di un cammino

DIARIO della VIA FRANCIGENA 2017 da PIACENZA ad AULLA

Il tratto di Via Francigena che andiamo a percorrere quest’anno ha una storia millenaria molto interessante. In passato la nostra città costituiva una tappa importante del percorso, reso noto dal racconto del Vescovo Sigerico che, di ritorno da Roma, senz’altro passò e forse anche si fermò a Piacenza. Non a caso sul capitello di una colonna della Cattedrale vi è raffigurato un pellegrino con gli attributi tipici: bordone, bisaccia, cappello, barba ecc..a ricordo dell’importanza che Piacenza dava ai romei. In effetti la nostra città era il crocevia che riuniva i due rami dell’itinerario verso Roma, quello dal colle San Bernardo e quello dalla Provenza. Il punto di guado del Po era presso Sarmato. Dante Alighieri, nella sua” Vita Nuova” definiva Romei coloro che andavano a Roma, Palmieri quelli che andavano a Gerusalemme, Pellegrini quelli che andavano a Santiago di Compostella. San Raimondo Zanfoni detto Palmerio è così chiamato per essere tornato da Gerusalemme con una palma. Lungo il tratto piacentino esistono ancora tracce di xenodochi, piccoli ospedali per l’assistenza di poveri, orfani e pellegrini. A Piacenza, prima della costruzione dell’Ospedale Grande e avvenuta nel 1471, su iniziativa del Vescovo Giovanni Campesio, ve ne erano 31 tutti collegati a monasteri, chiese o cappelle come a S.Antonio (noto per la cura del fuoco di S.Antonio), S.Sepolcro, S.Ilario, S.Stefano, S.Lazzaro (per la cura gli appestati) ecc… In provincia ve ne erano 25 tra cui Cadeo (Casa di Dio), Fiorenzuola e Chiaravalle della Colomba. Il maggiore passaggio di pellegrini nel territorio fu quello dell’Anno Santo del 1300. Il 2° volume della storia della Diocesi di Piacenza riporta che al Passo del Gran San Bernardo transitarono 20.000 romei e 9637 cavalli diretti a Piacenza e poi a Roma. Ma veniamo a noi. Quest’anno siamo in tre: Francesco, Umberto e il sottoscritto. Il desiderio è quello di conoscere direttamente e a fondo la Via Francigena almeno nel tratto che passa nel nostro territorio.

6 Giugno 2017 PONTENURE – FIORENZUOLA. Per ragioni logistiche (Umberto abita qui) partiamo dalla chiesa di Pontenure dopo aver ricevuto la benedizione del parroco Don Mauro Tramelli. Inizialmente camminiamo a lato della Via Emilia fino a Casa Faustina, dove inizia il tratto su strade di campagna e tratturi. Superiamo senza difficoltà i torrenti Riglio e Chero, ma sopraggiunti al guado del Chiavenna siamo costretti a toglierci le scarpe. L’acqua è alta 20 cm, nonostante non piova da tre mesi. Il territorio attraversato è costellato di case rurali, in apparente stato di conservazione, ma completamente disabitate. C’e’ anche una chiesetta chiusa. Immagino quante famiglie, quanti bambini avranno popolato queste terre. Sulla facciata di una signorile abitazione, desolatamente disabitata e ancora in buono stato, una meridiana indica ai rari passanti le ore 11. Un malinconico cartello “affittasi” è legato al cancello del piccolo parco. Proseguiamo e poco dopo mezzogiorno, superato l’Arda su una passerella pedonale, raggiungiamo la chiesa parrocchiale di Fiorenzuola. In attesa dell’apertura dell’ostello conosciamo una coppia di australiani diretti a Roma e che rivedremo spesso nelle tappe successive. Alle 15,30 ci accolgono il parroco Don Giuseppe Illica, Don Alessandro Mazzoni e Don Gianni Vincini, ex parroco e ora instancabile ospitalero, che ci presenta subito il problema del guado del Chiavenna. Francesco si rende disponibile a risolverlo proponendo subito l’idea della posa di alcuni tubi di cemento o di semplici pietre sul letto del torrente. Promette un progetto da consegnare all’autorità competente per l’approvazione. Questa sera siamo ospiti a cena con i preti della parrocchia a cui si aggiunge Don Alfonso Calamari. Don Gianni, ora che è svincolato dalla diretta responsabilità della parrocchia, si attiva molto nell’accoglienza dei pellegrini. Ha concordato con i ristoratori di Fiorenzuola un prezzo calmierato a € 12 per la cena del pellegrino. Ci lasciamo con l’invito a partecipare all’incontro del 16 Giugno nel cortile parrocchiale con la cittadinanza di Fiorenzuola sull’ospitalità ai pellegrini, fenomeno interessante raggiunge il passaggio nell’ostello di 1000 presenze all’anno. A proposito, l’ostello è affiancato alla casa canonica e consiste in due stanze con bagno e una cucina, attigue ad altre stanze di servizio per la caritas parrocchiale. Un tempo esisteva a Fiorenzuola anche l’Ospizio degli Scandinavi fondato dal re Eric, ma se ne sono perse le tracce. L’attuale ostello che lo sostituisce è funzionale e molto curato.
7 Giugno FIORENZUOLA – FIDENZA
Partiamo con tempo clemente, il cielo è coperto ma senza pioggia che manca da tre mesi. Nonostante la guida ci indichi il sentiero alla vista di una sbarra gialla, proseguiamo fino alle prime case di Lusurasco, per poi ritornare sul tratturo che scorre parallelo alla Via Emilia. Le indicazioni della guida sono esatte, anche se minime, ma è proibito distrarci in chiacchiere. Superato Castelnuovo Fogliani, sostiamo brevemente a Villa Oppi, dimora nobile del 1500 ora in decadenza e arriviamo presto a Fidenza. Sostiamo davanti alla facciata incompiuta della cattedrale per alcune foto. Visito nella cripta l’urna contenente le spoglie di San Donnino. I questi giorni la città festeggia 90 anni da quando ha cambiato il vecchio nome di Borgo San Donnino con l’attuale (più corto?). In centro ammiriamo palazzi di pregio e belle piazze al punto di tralasciare le indicazioni della guida che ci consentono di raggiungere l’abitato di Costamezzana. Chiediamo allora informazioni agli avventori di un bar e ognuno ci dà la sua idea di percorso. E così allunghiamo la tappa seguendo in pratica il percorso per ciclisti. Dopo una sosta all’osteria S.Margherita arriviamo all’ostello Costamezzanacomunale  di Costamezzana. Una dinamica ospitalera con solerte pignoleria registra i nostri dati anagrafici, riscuote il dovuto e ci assegna una stanza dignitosa, con buoni servizi, nell’ex scuola del paese. Al ristorante “Lo Scoiattolo” ci accoglie Oliviero, simpatico ristoratore aderente all’Ordine dei Cavalieri di Malta. Durante la cena due ciclisti di Ivrea diretti a Roma ci raccontano della positiva accoglienza ricevuta dal ciclista GAGABIKE di Piacenza che, dopo aver lavato, ingrassato e registrato le loro bici, nulla ha preteso da loro in quanto pellegrini. Raro esempio di illuminata pubblicità da diffondere ad altri ciclisti. Fa sempre piacere ascoltare chi parla bene di Piacenza, specialmente se questo avviene in terra parmigiana.
8 Giugno COSTAMEZZANA – SIVIZZANO
Lasciamo l’ostello alle 6,30 ed entriamo nel bosco, lasciando sulla destra il castello di Costamezzana. Il paesaggio è agreste, tra campi di grano ondeggianti per la brezza mattutina. Superato il crinale scendiamo sulla strada asfaltata in direzione Medesano, tra case poderali e belle ville. A Cella di Noceto costeggiamo anche Casa Betania, poderosa costruzione fondata 20 anni fa da Fra Patrizio. Superate Medesano e Felegara, ci addentriamo nel parco fluviale del Taro. Sotto il ponte ferroviario siamo raggiunti dalla simpatica coppia australiana: lei di Melbourne e lui neo-zelandese. Hanno iniziato il cammino a Vercelli e vanno a Roma, con tutta calma. Alternano tappe lunghe a tappe più corte per godere della sosta dove sia il caso; è un’idea da cogliere e approfondire per la programmazione di future nuove camminate. Il greto del Taro è vasto e popolato da uccelli canterini e fa molto caldo. All’altezza di Ramiola attraversiamo il fiume ed entriamo in Fornovo. Sosta a un supermercato per rifornirci di frutta e poi prendiamo la direzione per Sivizzano costeggiando la Strada Provinciale 39. Dopo la chiesetta di Respiccio, antica sede di xenodochio, attraversiamo il torrente Sponzana, costeggiandolo fino a incrociare un cartello di divieto di passaggio su proprietà privata. Il cartello è certamente abusivo e varrebbe la pena di non rispettarlo, ma seguiamo il parere della guida e a malincuore entriamo nel letto del torrente quasi asciutto, camminando su ghiaia, sassi e acquitrini per ben 2800 metri. Personalmente ritengo inaccettabile e pericolosa questa situazione, specialmente in occasione di giornate con pioggia. Anche le suole delle mie scarpe risentono della difficoltà dell’incedere sui sassi. All’ingresso di Sivizzano, una targa riporta i luoghi più caratteristici di questa amena frazione di Terenzo, tra cui i tracce di edifici del 1° secolo a.C., uno dei quali adibito a produzione di laterizi per la “gens Cassia”, assegnataria di questi terreni 2000 anni fa. All’ostello di Sivizzano, posto nella canonica della chiesa parrocchiale, ci accoglie Enrica, di origini lombarde. Al contrario di quanto avvenuto all’ostello di Costamezzana non chiede alcun documento ma solo € 10 per notte. Siamo alloggiati nella fresca cantina in pietra del parroco Don Simon, che segue altre 6 chiese nei dintorni. E ci troviamo anche nel paese dove è nato, è vissuto ed è sepolto Don Dario Porta, prete focolarino, non erudito ma sapiente, definito nella biografia di Don Pietro Viola “Testimone dell’Amore gratuito”. Don Dario, che ho incrociato varie volte in incontri del Movimento dei Focolari, è morto nel 1996 lasciando in tutti sentimenti di un vero santo Servo di Dio. Ottima la cena nell’unico ristorante del paese: tagliatelle all’amatriciana, scaloppine al limone, dolce, vino e acqua al prezzo di € 17,50. La decantata cena del pellegrino a prezzi calmierati non si e’ ancora vista, ma il prezzo richiesto e’ giusto.
9 Giugno SIVIZZANO – BERCETO
Colazione nella cucina dell’ostello e ora inizia la salita fino a mt 955 per poi scendere a Berceto mt 850. Passiamo a Bardone, dove la maestosa pieve romanica del sec.XI dedicata a Santa Maria Assunta meriterebbe non solo una sosta ma anche una visita accurata. Peccato che sia chiusa. Qui siamo raggiunti dagli amici australiani. Bardone era sede di un piccolo ospedale per i pellegrini romei e dava in suo nome alla attuale strada della Cisa, anticamente “via di Monte Bardone”, in latino Mons Longobardorum.Poco dopo si incontra Terenzo, sede del comune, sprovvisto però di negozi e bar. Ci consoliamo con le ciliegie che troviamo lungo il sentiero. Evitiamo volutamente la variante dei “salti del diavolo”, curiosi calanchi di pietra calcarea posizionati nella boscaglia, preferendo marciare sulla strada asfaltata fino a Cassio. Il nome del paese ha origine evidente dalla “Gens Cassia”. Al centro del paese due lapidi ricordano la terribile repressione nazifascista avvenuta negli anni 1944-45, conclusasi con la cattura e la fucilazione di 20 giovani del luogo, tra cui Giovanna di 21 anni. L’ostello sembra l’unico segno di vita del paese. Decidiamo di proseguire sulla strada SP62 e arriviamo in discesa a Berceto. Siamo alloggiati nell’ex Seminario Diocesano, voluto da Mr. Evasio Colli, Vescovo di Parma. Anche qui come a Bedonia, e Pianazze di Farini, il crollo delle vocazioni sacerdotali non fu previsto, il seminario perse la sua funzione ed ora è utilizzato ad alloggio per pellegrini e turisti di passaggio. Anche qui l’ospitalero non ci chiede documenti personali ma solo la quota di soggiorno di € 15. Le stanze a 2 letti a castello con bagno sono decorose e attualmente non ci sono altri ospiti. Anzi questa sera arriva Fausto per camminare con noi le ultime 2 tappe. Facciamo una breve visita del centro storico del paese il cui Duomo del XII secolo conserva le reliquie dei Santi francesi Moderanno e Remigio. Alle 20 cena alla locanda Pasquinelli con Fausto.

10 giugno BERCETO – PONTREMOLI
Oggi si valica il passo della Cisa e c’e un po’ di salita da fare, tutta su strada asfaltata per km 8,2. Superata l’ex fabbrica di acque minerali S. Moderanno, troviamo sulla destra una ex casa cantoniera adibita ora a ostello del pellegrino. Dopo due ore arriviamo al Passo della Cisa, mt.1041. Scatto qualche foto alla chiesetta del passo e all’unico negozio di souvenir, a ricordo di 53 anni fa quando sono passato da queste parti in viaggio di nozze con Rosanna. Con la costruzione Passo della Cisadell’autostrada, tutto è cambiato. Il traffico è quasi azzerato, albergo e negozi sono chiusi, salvo l’unico bar in cui Umberto fa incetta di lattine di Lemonsoda. Lasciata la strada entriamo in Toscana attraverso un sentiero nel bosco. Passato gli abitati deserti di Vallingasca e Gravagna San Rocco, la segnaletica della VF scompare. Invano troviamo i paesi di Groppolo e Molinello. Torniamo sulla strada asfaltata SP62, ma un vistoso cartello ci suggerisce di scendere nella valle del rio Civasola, che superiamo su un grazioso ponte tibetano, non menzionato sulla guida. Abbiamo l’impressione di essere caduti in una trappola. Infatti questa variante conduce a minimi agglomerati di case e a un ponte romano sul Fiume Magra, ma allunga la strada di 7/8 chilometri. Finalmente troviamo l’abitato di Molinello e dopo altri 5 chilometri arriviamo stremati a Pontremoli. Dopo una tappa così lunga e assolata, ho il diritto di sentirmi un po’ stanco e per non farmi mancare niente arrivo all’ultima salita della giornata: il castello del Piagnaro, punto più alto del borgo antico di Pontremoli e sede dell’ostello. Una sbrigativa ospitalera ci assegna la stanza, mentre per la cena ci suggerisce la trattoria “da Nerina”. Stranamente tutti i tavoli della trattoria sono occupati da camminatori. Ceniamo sul terrazzo della trattoria in posizione suggestiva a strapiombo sul fiume Magra e la serata è piacevole. Purtroppo durante la cena Fausto comunica l’intenzione di rinunciare alla tappa di domani e di attenderci a Berceto. Effettivamente la tappa è risultata eccessivamente lunga per lui e compiuta con scarpe non abbastanza collaudate. E’ un peccato rinunciare alla compagnia, ma anche saggio non rovinarsi i piedi, specialmente se lunedì si riprende il lavoro. Cena non degna di menzione ma provvidenziale dopo tante ore di cammino. Pontremoli è una cittadina interessante, con una lunga storia. Tra tutti i luoghi in cui abbiamo sostato, sarebbe stato utile fermarsi qui almeno un giorno intero. Immagino che gli australiani abbiano avuto la stessa intuizione. Facciamo una visita veloce alla piazza del Tribunale e alla piazza del Municipio; ma è tardi, imbocchiamo lo “sdrucciolo del Castello” per un meritato riposo.
11 Giugno PONTREMOLI – AULLA
Siamo arrivati all’ultima tappa e mi rendo conto che le varianti proposte lungo il percorso sono tante e interessanti, come ha rammentato un ciclista di Villafranca, ma che vanno vagliate attentamente altrimenti si allungano le tappe. Salutiamo Fausto che rivedremo questa sera a Berceto. Iniziamo questa tappa attraversando l’antico borgo della Santissima Annunziata, il cui ex monastero è sede dell’Archivio di Stato della città di Pontremoli. Seguendo la strada provinciale per Sconcertoli attraversiamo una verde campagna abitata. Passando nel bosco recitiamo il Rosario e arriviamo alla Pieve di Sorano, luogo di pace e di …matrimoni. Sul sagrato un paziente autista su una datata Citroen 2CV attende fiducioso una coppia di neo-sposi che tardano ad arrivare. Evitiamo il passaggio a Filattiera e Filetto e andiamo direttamente a Villafranca. Qui attraversato il Magra proseguiamo per Lusiolo. Il cartello indica una distanza di 3 chilometri che però non finiscono mai, forse sono 5 o 6. Raggiungiamo il borgo che si trova al di la dell’autostrada e quindi in posizione isolata. In passato era importante per il controllo della Via Francigena. Lusuolo si sviluppa su un’unica strada chiusa alle estremità da due antiche porte. E’ circondato da alte mura e protetto da un imponente castello. Scendiamo fino ad attraversare l’abitato di Barbarasco per poi attraversare il Magra ed entrare in Aulla. Con l’aiuto di alcuni ragazzi del luogo raggiungiamo direttamente la stazione ferroviaria. La necessità di tornare a Berceto non ci da l’opportunità di visitare la città, cosa che faremo nel programmare il futuro mancante tratto di V.F. La stazione di Villafranca è nuova ma senza personale e i servizi in completo abbandono. Un vero schiaffo al turismo. Una ragazza ci osserva incuriosita e capisce al volo la nostra goffaggine davanti alla macchina emettitrice dei biglietti ferroviari. Con abili mosse ce li procura in pochi secondi. Il treno ci riporta alla stazione di Berceto in 45 minuti e grazie a Fausto torniamo a casa.
Considerazioni finali. 1) L’età avanza, le tappe suggerite dalla guida non fanno distinzioni di età, sta a ciascuno decidere la distanza, i luoghi da vedere come hanno fatto gli amici australiani. In ogni caso dobbiamo evitare tappe superiori a 20 chilometri. 2) Abbiamo trovato ostelli gestiti molto bene, come quello di Fiorenzuola (registrazione dati personali, cucina con un minimo di alimenti, diario con osservazioni degli ospiti), altri invece dove l’ospitalero si limita a riscuotere l’onorario e a dare qualche raccomandazione. Propongo di uniformare la gestione degli ostelli per evitare ogni improvvisazione. 3) La segnaletica trovata è varia, di ogni colore e dimensione, talvolta è insufficiente, come nel tratto Berceto-Pontremoli.
Nel complesso è stato un buon successo, un’esperienza che ringiovanisce, che permette di vivere una settimana lontano da mass-media che sembrano indispensabili ma non lo sono. Una settimana per pensare e riflettere sulla propria vita. Alla prossima!

Giordano Missieri

 

Transitum Padi e Iubilantes, due eventi in agenda a settembre

DOMENICA 10 SETTEMBRE, IUBILANTES E TRANSITUM PADI ALLA ROCCA D’OLGISIO

IUBILANTES di Como e l’Associazione Transitum Padi di Piacenza hanno organizzato una giornata tra i castelli piacentini per ritrovare le origini di due Sante di antica tradizione comasca (sec. VI) ma figlie del castellano di Olgisio.

Santa Faustina e Santa Liberata, infatti, dopo avere guadato il Po al Transitum Padi dirette a nord, divennero monache a Como, dove fondarono un monastero e dove tuttora le loro reliquie riposano in Cattedrale, veneratissime dai comaschi (Como, Pinacoteca civica).

10 settembre – Al castello di Faustina e Liberata – Grotte e misteri della Rocca di Olgisio

Programma
h 10:00: arrivo a Pianello Val Tidone – punto di ritrovo da concordarsi (per IUBILANTES in bus privato con autista per una gita di tutto relax; per TRANSITUM PADI con mezzi autogestiti).
Mattinata dedicata alla visita della suggestiva Rocca d’Olgisio e delle sue antichissime grotte

h 13:00: locanda La Fornace: pranzo con menu tipico piacentino e cibi a km zero

h 15:30 circa: trasferimento in bus ad Agazzano per la visita guidata del Castello

h 17:30/18:00: fine del tour e rientro alle proprie sedi

Costi per tutti

ticket e visita guidata castello: 8 euro x castello
pranzo piacentino in Locanda: 22 euro bevande comprese

escluse mance e eventuale costo visita alle grotte

Note: data la visita alle grotte consigliamo scarpe trekking leggero.

Info: info@transitumpadi.it

 

SABATO 16 SETTEMBRE, CORTE SANT’ANDREA E GUADO DI GIERICO FINO AL SOPRARIVO

Sabato 16 settembre si terrà un incontro nel pomeriggio a Corte Sant’Andrea (Lodi) con i gruppi Iubilantes di Como e il Gruppo di Lalio. I soci dell’Associazione Transitum Padi arriveranno in bicicletta da Piacenza.

Cena in serata all’Osteria La Corona di Corte Sant’Andre e pernottamento nell’Ostello.
Domenica 17 trasbordo a Soprarivo con barca di Danilo, eventuale sosta al Bifulus e rientro in bici a Piacenza attraverso il Ponte Palladini.
In alternativa il gruppo piaentino potrebbe optare per raggiungere Corte Sant’Andrea in bici e tornare nel pomeriggio, per la stessa via, senza cena e pernottamento.

Tra Postumia e Francigena: da Sarmato a Soprarivo di Calendasco

Domenica 7 maggio si è svolta in tutta Italia la IX Giornata dei Cammini Francigeni indetta dalla Rete dei Cammini, una Co-associazione che raggruppa diverse associazioni italiane impegnate nella tutela e valorizzazione di quell’immenso patrimonio ambientale e culturale che sono le vie storiche e i Cammini di pellegrinaggio.

IMG-20170514-WA0013A Piacenza l’associazione Transitum Padi, in collaborazione con gli Amici di San Rocco di Sarmato e con Danilo Parisi della Caupona di Sigerico, ha organizzato un cammino da Sarmato a Soprarivo di Calendasco, lungo un percorso che congiungeva due delle più importanti vie di comunicazioni del Medioevo, la Via Postumia e la Via Francigena.

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Partiti da Sarmato, dopo aver ricevuto la benedizione del parroco presso l’antico Oratorio di San Rocco, i pellegrini si sono inoltrati nelle campagne circostanti e, dopo aver guadato il torrente Tidone, sono arrivati sulla strada dell’argine del fiume Po fino a giungere a Soprarivo di Calendasco, dove avveniva e avviene il trasbordo dei pellegrini attraverso il Po.

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Nonostante il tempo inclemente che ha caratterizzato tutta la giornata, un nutrito gruppo di oltre 30 partecipanti ha percorso i 15 chilometri del “cammino” terminando la giornata con un momento conviviale presso la Caupona di Sigerico a Soprarivo. Ad accompagnarli una delegazione di scout di Castel San Giovanni.

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Domenica 7 maggio la Giornata dei Cammini: a piedi da Sarmato al Transitum Padi

Anche a Piacenza sarà celebrata la nona Giornata nazionale dei Cammini Francigeni, iniziativa promossa e organizzata dalla Rete dei Cammini, Co-Associazione tra diverse associazioni italiane impegnate nella tutela e valorizzazione di quell’immenso patrimonio ambientale e culturale che sono le vie storiche e i Cammini di pellegrinaggio. Tutta l’Italia in cammino, negli stessi giorni, nello stesso periodo, lungo antichi percorsi di fede e cultura, per riuscire a cogliere meglio l’identità dei luoghi, per tutelarne culture, ambienti e paesaggio, per scoprire il nostro Paese con occhi diversi, più attenti e consapevoli.

Per l’occasione, domenica 7 maggio 2017 l’associazione piacentina Transitum Padi, in collaborazione con l’Associazione Amici di San Rocco di  Sarmato e con l’amico Danilo Parisi, organizza un cammino da Sarmato a Soprarivo di Calendasco, lungo un percorso che congiungeva due delle più importanti vie di comunicazioni del Medioevo, la Via Postumia e la Via Francigena. Un percorso di circa 15 km, per lo più pianeggiante e in parte in riva al fiume Po, quindi adatto anche ai camminatori meno esperti e poco allenati, che termina al Transitum Padi, il luogo dove vengono traghettati in terra emiliana dalla Lombardia i pellegrini che percorrono la via Francigena tradizionale sulle tracce di Sigerico. Un evento che ricalca perfettamente lo spirito dell’iniziativa nazionale che vuole coinvolgere tutti, promuovendo a tutto campo l’approccio lento al nostro territorio e la sua riscoperta sostenibile, in modo che emerga in tutta evidenza il grande ruolo svolto dai Cammini, nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del nostro paese.

Questo il programma della giornata in territorio piacentino:
–    ore 7.00 Ritrovo presso parcheggio Cheope e partenza alla volta di Sarmato con mezzi propri;
–    ore 8.00 Benedizione dei partecipanti nella piazza di Sarmato
–    ore 8,15 Partenza del cammino da Sarmato alla volta di Soprarivo: il percorso si svolge in  piano e prevalentemente, nell’ultimo tratto, lungo l’argine del Po (in tutto sui 14/15 km)
–    ore 12,30 Arrivo previsto a Soprarivo
–    ore 13.00 Momento conviviale presso la Caupona di Sigerico
–    ore 15.00 Ritorno a Sarmato con i mezzi degli organizzatori.

Il prezzo del momento conviviale presso la Caupona di Sigerico è fissato in € 15,00.

E’ opportuno  segnalare la partecipazione alla manifestazione e l’adesione al momento conviviale ai seguenti numeri telefonici: Francesco cell. 3482851688, Flora cell.34788817327 o Piergiorgio cell.391293829, oppure scrivendo a seguente indirizzo mail info@transitumpadi.it

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