Da Lucca a Siena lungo la Via Francigena

Partiamo in tre: Placido, Giuliana e Piergiorgio. A Siena Giuliana ci lascerà, avendo già percorso il tratto Siena-Roma. In compenso a S.Quirico d’Orcia si inserirà Paolo, che ci accompagnerà fino a Bolsena. Il viaggio si interrompe a Viterbo per necessità di rientro dei partecipanti, e da lì riprenderà in primavera per concludersi a Roma. Il tracciato è lungo 360 km: di seguito il racconto delle tappe, di cui pubblichiamo la prima  puntata.

1) Lucca- Altopascio  (km 17)
lla mattinata visitiamo Lucca, in particolare la cattedrale di S.Martino che custodisce il “volto santo”, meta di pellegrinaggi fin dall’antichità. Nel pomeriggio affrontiamo la prima tappa: non lunga ma monotona, tutta su asfalto, con uscite e rievia francigena 1ntri sulla trafficata via Romana, e con qualche difficoltà di orientamento per carenza di segnaletica nei punti di snodo. Pioggia insistente durante tutto il percorso. Buona l’accoglienza presso la biblioteca comunale con la timbratura della credenziale, la consegna della chiave e l’accompagnamento al nuovo ostello gestito direttamente dal Comune (e gratuito). Qui incontriamo due ospiti, un finlandese partito da Vercelli e un italiano (Costantino che ci accompagnerà per un paio di tappe) di Ivrea partito l’anno precedente da Canterbury.
Nelle stanze vestiti, calze e mantelle stese ad asciugare…Mentre visitiamo quanto resta dell’antico, enorme ospitale medioevale, udiamo i rintocchi della “smarrita”, la campana che nell’ora del tramonto orientava i pellegrini in arrivo. Ottima e abbondante la cena in trattoria.

2) Altopascio- S.Miniato Alto  (km 24)
Tratto iniziale su asfalto. Dopo 5 km si imbocca con una certa emozione un tratto storico della via francigena, con l’antico selciato in parte recuperato che porta a Galleno. Di qui, dopo un altro tratto di asfalto si entra nel bosco delle Cerbaie. Il lecceto è molto bello ma scarsamente segnalato, per cui perdiamo assai presto il sentiero e finiamo in un galoppatoio. Le indicazioni di alcuni passanti ci riportano sull’asfalto che non lasceremo più fino all’arrivo! Al Ponte di Cappiano (costruito per volontà di Cosimo dei Medici nel ‘500) ci fermiamo per un panino e salutiamo l’amico finlandese che termina qui la sua tappa. Transitiamo per  Fucecchio e visitiamo la bella abbazia di S.Salvatore. Lungo e monotono tratto in salita verso S.Miniato Alto.  Arriviamo in città sotto una leggera pioggerella. La città è molto bella (la cattedrale, il vescovado, le piazze) e l’accoglienza presso il convento dei francescani molto gradita. Dopo la messa ceniamo con i frati e un gruppo di 14 turisti itineranti svizzeri.

3) S.Miniato – Gambassi Terme (km 24)
Prima di partire ci riforniamo di acqua e panino perché il percorso non offre punti di ristoro. Si unisce a noi Costantino di Ivrea (proveniente da Canterbury), con cui abbiamo familiarizzato la sera prima. Il tratto è molto bello, lungo un crinale su sterrati e strade bianche. A Pieve di Coiano una doppia sorpresa. La strada è interrotta per un tratto per lavori in corso. Siamo costretti a un lungo aggiramento su campo, con scavalcamento di reti di recinzione. All’uscita  ci è di conforto una azienda agrituristica che offre assaggi di vino e olio.  Coraggiosamente Costantino chiede un po’ di vino (Chianti) con il quale insaporiamo il nostro modesto panino. L’arrivo a Gambassi ci riserva un’altra sorpresa. L’albergo “L’acquolina”, presso cui avevamo prenotato l’alloggio, è chiuso. I giovani proprietari sono andati per funghi. Torneranno con il bottino un’ora più tardi. A cena conosciamo un pellegrino svizzero, giovane e brillante, che svolge la professione di psicoterapeuta  a Berna. La giornata si chiude con una visita notturna alla cittadina.

4) Gambassi – Colle Val d’Elsa (km 26)
Tappa tranquilla su strade belle, attraverso colline dolci, e in una giornata piena di sole. Incontriamo sul percorso alcuni cacciatori e allora Placido, sollecitato da Costantino, ci intrattiene sulle tecniche venatorie e ci aiuta a identificare il volo e il verso degli uccelli.  Verso le ore 11 arriviamo a S.Gimignano, le cui torri avevamo avvistato fin dalla partenza. La città è in pieno fermento perché è giorno di mercato e le piazze sono affollatissime. Giriamo come possiamo tra le vie contemplando le bellezze del borgo e il panorama circostante. Poi salutiamo Costantino che qui conclude la sua tappa, e cerchiamo un posto per mangiare qualcosa. Nel pomeriggio arrivo a Colle Val d’Elsa. Dopo una sosta nella piazza del Comune, ci dedichiamo alla ricerca dell’albergo/casa vacanze che è fuori dal paese presso il centro polisportivo. Dura e travagliata la ricerca (con rischi di depistaggio). Torneremo in paese la sera (con un passaggio in macchina procurato da Giuliana) per cenare presso un locale con cucina toscana.

Tappa lunga, ma bella e interessante. Non riuscendo a individuare la strada sterrata indicata dalla guida, teniamo l’asfalto fino a Monteriggioni. Un tratto abbastanza trafficato. Facciamo colazione lungo il percorso. La vista della città e delle sue splendide mura ci rianima nel cammino. Visitiamo il borgo e saliamo sul camminamento murario a contemplare lo splendido paesaggio intorno.
Proseguiamo su sterrato tra boschi e vigneti fino alla vista di Siena. L’entrata in città è lungo e faticoso (come sempre). Dopo più di 4 km tra vie, incroci e rotonde, finalmente arriviamo a Porta Camollia e di lì nel centro storico. Sono le 15.30 e la stanchezza e la fame si fanno sentire (non avevamo più preso niente dopo la colazione). Dopo una pausa ristoro, ci dedichiamo alla ricerca dell’Istituto S.Girolamo, il nostro alloggio. E’ anche il centro caritas che la mitica suor Ginetta anima con un gruppo di volontari. Nell’ostello troviamo 3 pellegrine del Sud Africa che stanno facendo il cammino a ritroso in direzione Lucca. Ci godiamo la città. In particolare siamo attratti dalla festa della contrada Tortuga che sta ancora festeggiando la vittoria nel pallio d’agosto. Cena comunitaria nell’istituto, ospiti e volontari insieme.