Da Siena a Bolsena lungo la Via Francigena

Partiamo in tre: Placido, Giuliana e Piergiorgio. A Siena Giuliana ci lascerà, avendo già percorso il tratto Siena-Roma. In compenso a S.Quirico d’Orcia si inserirà Paolo, che ci accompagnerà fino a Bolsena. Il viaggio si interrompe a Viterbo per necessità di rientro dei partecipanti, e da lì riprenderà in primavera per concludersi a Roma. Il tracciato è lungo 360 km: di seguito il racconto delle tappe, di cui pubblichiamo la seconda puntata.

6) Siena- Ponte d’Arbia (km 26)
L’uscita da Siena (da Porta Romana) è più agevole che l’entrata. Troviamo rapidamente la strada sterrata che ci porta verso i binari della vecchia ferrovia. Il percorso nella tappa di oggi costeggerà in gran parte questa ferrovia su sentieri e tratturi. Sosta ristoro a Isola d’Arbia,  presso l’ultimo bar utile sul percorso. Il profilo collinare con prevalenza di terreni arati e coltivati, lo sterrato, il sole rendono la tappa molto piacevole. Purtroppo la segnaletica scarseggia e la guida non aiuta. Anche le persone che interpelliamo appaiono piuttosto disorientate. A Grancia di Cuna (interessante borgo medioevale) visitiamo la chiesa di S.Iacopo con un affresco che ricorda il miracolo dell’impiccato (celebrato nella cattedrale di S.Domingo de la Calzada, sul cammino di Compostela). L’arrivo a Ponte d’Arbia avviene dall’alto di una collina. Al bar incontriamo Sergio, abitante del paese e pellegrino a sua volta, che ci conduce nell’ostello (Centro Cresti), piuttosto povero. Sono attesi altri 5 pellegrini annunciati in ritardo. Arriveranno rumorosamente verso le 23. Ottima la cena al vicino ristorante convenzionato per l’ospitalità.

7) Ponte d’Arbia – S.Quirico d’Orcia (km 21.5)
Percorso quasi tutto su asfalto (però non trafficato). Giornata splendida, con sole e un leggero vento. Dopo 5 km di strada si arriva a Buonconvento, grosso centro commerciale, un tempo luogo di ospitalità per pellegrini (vi sostò anche Filippo Augusto di ritorno dalla terza crociata nel 1191). La sosta ristoro la facciamo a Terrenieri, dopo 14 km, in un bar pasticceria con alcuni avventori incuriositi e prodighi di consigli. Nel primo pomeriggio arriviamo a S.Quirico, bellissimo borgo medioevale. Visitiamo le mura e le porte di accesso, la collegiata romanico-gotica, l’antico ospedale e le vie lastricate in attesa dell’apertura dell’ostello presso la chiesa. Don Gianni, prete giovane e dinamico, nell’introdurci alle stanze ci impartisce rapide disposizioni e ci dà appuntamento a dopo la messa per la timbratura della credenziale e la riscossione dell’offerta. Verso sera arriva Paolo, che si unisce a noi per percorrere insieme le tappe da S.Quirico a Bolsena. Ceniamo in un ristorante con cucina tipica toscana. Al mattino il parroco non si presenta all’appuntamento concordato per il ritiro delle chiavi. Affidiamo la nostra a Corrado, che è un po’ il referente del gruppetto dei 5 pellegrini conosciuti a Ponte d’Arbia, che ormai ci seguono regolarmente con il consueto, metodico ritardo.

8) S.Quirico –Radicofani  (km 29.5)
Tappa lunga e abbastanza faticosa, con un finale in costante salita. Tuttavia ricca di storia e di suggestioni. Cielo coperto che minaccia pioggia. (Puntualmente comincerà a cadere dopo 5 km a Bagno Vignoni). Dopo un’occhiata a Vignoni Alto (imponente la torre all’entrata del borgo), scendiamo attraverso un percorso ben curato al centro termale di Bagno Vignoni, con la sua meravigliosa “piazza d’acqua”, le cappelle (una dedicata a S.Caterina, frequentatrice di queste terme) e le casette attorno basse e ben ordinate. A metà percorso sostiamo per il pranzo a Gallina, sotto una scroscio d’acqua. Riprendiamo il cammino sempre seguendo la vecchia Cassia. Passiamo alle Briccole, ora borgo semi-abbandonato, un tempo sede di un famoso ospitale che aveva dato accoglienza a personaggi famosi (Matilde di Canossa, Filippo Augusto, Carlo d’Angiò in viaggio per essere incoronato re delle Due Sicilie). La rocca di Radicofani incombe imponente lassù, inattaccabile  rifugio di Ghino di Tacco. La bellezza della meta vale la fatica del viaggio: un borgo stupendo dove tutto sembra rimasto intatto nel tempo. Siamo accolti magnificamente nel nuovo ostello. Ma la sorpresa più bella è la cena preparata dai 2 soci della confraternita di S.Iacopo, Corrado (del gruppo dei 5) e Maurizio (giunto appositamente). Prima della cena avviene la lavanda dei piedi, un gesto che solitamente i confratelli compiono nei loro ostelli come gesto di rispetto e accoglienza verso i pellegrini. Si conversa fino a mezzanotte.

9) Radicofani –Acquapendente (km 24)
Discesa lunga su strada bianca fino a Ponte a Rigo, Tratto panoramico molto bello, con greggi al pascolo, casali e agriturismi sparsi per le colline, con sullo sfondo la rocca di Radicofani e il monte Amiata. Dopo si entra sull’asfalto della Cassia, però con tratti interni che evitano la carreggiata trafficata. Sostiamo a Cilieno, un paesino tranquillo per la consumazione di mezzogiorno. Superato il ponte gregoriano sul fiume Paglia (fatto costruire da Gregorio XIII nel sec.XVI per agevolare il passaggio del fiume ai viandanti), ci attende una salita di 3 km per arrivare ad Acquapendente,  cittadina medioevale grande e bella, anche se un po’ trafficata. Visitiamo la rocca dell’orologio e la cattedrale del S.Sepolcro, nella cui cripta è riprodotta la chiesa del Sepolcro di Gerusalemme. La Casa del pellegrino, nella quale alloggiamo, è in condizioni piuttosto precarie (anche dal punto di vista igienico). Cena presso la trattoria Toscana, convenzionata per un menù del pellegrino.

10) Acquapendente – Bolsena (km 20)
Attraverso Porta Romana usciamo da Acquapendente. Partiamo presto per consentire a Paolo di prendere a Bolsena il mezzo pubblico per il rientro a casa. E’ ancora buio e comincia a piovere. Saremo assistiti dalla pioggia e dal vento per gran parte della tappa, per altro piacevole. Superato S.Lorenzo Nuovo, teniamo il percorso in quota (senza scendere sulla via Cassia come indicato da un cartello stradale). Ciò consente di percorrere sterrati e strade bianche tra ulivi,  vigneti e scene di caccia, avendo sempre sulla destra la visione stupenda del lago di Bolsena. I numerosi crocevia che incontriamo a un certo punto ci fanno perdere il sentiero. Ci orientiamo avendo come riferimento il lago e poco dopo ritroviamo i segnali della via. Arriviamo a Bolsena prima di mezzogiorno, accompagniamo Paolo alla fermata del bus e ci accomiatiamo da lui (contento della pur breve esperienza insieme a noi). Buona l’accoglienza presso le suore del SS.Sacramento, presso la chiesa di S.Cristina. E’ ricomparso il sole e questo ci consente di stendere sul terrazzo una copiosa biancheria ad asciugare. Visita alla cittadina e al lungolago. Al rientro nell’ostello ritroviamo il solito gruppetto di amici, giunti con il consueto ritardo…

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